pernottamento col papà

Pernottamento dei figli minori: a che età un bambino può dormire presso il papà?

Uno degli elementi fondamentali da considerare durante una separazione riguarda il pernottamento dei figli minori in età precoce presso il genitore non residente, spesso il padre.
È importante notare che non esiste una normativa che stabilisca un’età specifica dalla quale i pernottamenti possano avvenire, pertanto la questione è regolata principalmente dalla prassi consolidata basata sulla giurisprudenza sia di legittimità sia di merito. Nel corso del tempo, questa prassi ha dimostrato una tendenza verso un approccio più flessibile e aperto.

Il principio della bigenitorialità

In linea con il principio della “bigenitorialità“, i tribunali tendono a favorire l’affidamento condiviso quando possibile e quando non vi siano rischi per il benessere dei minori. Questo significa che entrambi i genitori hanno il diritto e il dovere di essere coinvolti nella vita dei propri figli.

Nel caso dell’affidamento condiviso, il tribunale determina anche con quale genitore i figli risiederanno e stabilisce le modalità e i tempi degli incontri con l’altro genitore. Questo può includere la divisione delle vacanze natalizie ed estive, oltre a qualsiasi altra disposizione utile per gestire al meglio la nuova dinamica familiare.

Il principio della genitorialità sottolinea il diritto del minore a mantenere legami duraturi e significativi con entrambi i genitori e le rispettive famiglie, un diritto che non viene compromesso nemmeno quando i genitori decidono di separarsi.

A partire da che età un bambino può pernottare presso la casa del papà?

Trascorrere una serata o un weekend presso la casa del padre rappresenta una delle modalità attraverso cui si può esercitare la responsabilità genitoriale, consentendo ai figli di mantenere un legame affettivo con entrambi i genitori. Se non vi sono reali e documentati rischi per i minori, il giudice può decidere che i bambini pernottino presso l’altro genitore, a meno che ci siano specifiche esigenze che rendano impraticabile tale soluzione. Non esiste una regola definita che stabilisca un’età limite per pernottare presso il genitore non residente, anche se, a causa di una certa preferenza materna nei tribunali italiani, di solito è il padre.

I giudici valutano caso per caso gli interessi del minore e la situazione familiare complessiva. La Corte di Cassazione si è espressa più volte su cause di separazione che coinvolgono la questione del pernottamento presso l’altro genitore, specialmente il padre. Alcuni tribunali, con posizioni discutibili e talvolta obsolete, negano il diritto al pernottamento fino ai tre anni.

Per il genitore che si oppone, non è sufficiente sostenere che l’altro genitore non è in grado di prendersi cura del figlio, soprattutto se molto piccolo.

E se vi è pregiudizio?

È imprescindibile dimostrare l’esistenza di un pregiudizio per il benessere del minore. Ad esempio, se il bambino ha bisogno di essere allattato anche di notte o non è stato ancora svezzato, la necessità del figlio può impedire il riconoscimento di un diritto esteso di visita che includa il pernottamento.

Recentemente, la Cassazione ha sottolineato che la sola giovane età dei bambini non può automaticamente limitare il diritto di visita del genitore non residente. Il pernottamento presso il padre può essere vietato o ridotto solo se comporta un danno o un grave disagio per i figli.

In tutti gli altri casi, dormire con il genitore non residente contribuisce a consolidare e sviluppare il legame genitore-figlio, garantendo un sano sviluppo dei bambini. Si sta osservando una crescente apertura al riconoscimento del diritto al pernottamento anche per i padri con figli molto giovani. Si sta quindi orientando verso un modello di affidamento più flessibile e contemporaneo, superando le tendenze giuridiche che considerano astrattamente incompatibile il pernottamento del minore presso il padre in base a rigidi parametri di età (come ad esempio i 4 anni).

Abbiamo ottenuto più di un provvedimento che ha riconosciuto un ampio diritto di visita praticamente paritario tra i due genitori, comprensivo del pernottamento anche per figli di pochi mesi, anche quando non sono più soggetti all’allattamento materno.

Riflessioni

Da avvocato, esperta in diritto di famiglia, mi sono sempre opposta ai pregiudizi che limitano la capacità dei padri di prendersi cura dei propri figli anche durante le ore notturne. La mia esperienza mi ha portato a sostenere numerosi padri che hanno dimostrato una profonda dedizione nel prendersi cura dei loro bambini fin dalla più tenera età. Il tema del pernottamento dei figli tra genitori separati è di estrema importanza e suscita intense emozioni.
Ritenere automaticamente superiore la capacità materna nell’occuparsi dei figli è un concetto antiquato e privo di fondamento. Ogni situazione richiede un’analisi attenta e un giudizio ponderato sull’effettivo benessere dei bambini.

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