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Mutuo cointestato in caso di separazione

Il mutuo cointestato in caso di separazione della coppia, può diventare una fonte di conflitti e, nelle situazioni più complesse, potrebbe richiedere l’intervento di un giudice per raggiungere un accordo tra le ex-parti. Qui troverai una guida dettagliata sulle opzioni disponibili nel caso in cui ti trovi ad affrontare una separazione in cui è coinvolto un mutuo cointestato per l’acquisto di una casa.

Chi è tenuto a effettuare i pagamenti delle rate?

Nel caso di una separazione, è fondamentale comprendere che il mutuo cointestato deve essere regolarmente rimborsato da entrambi i titolari, conformemente agli obblighi contrattuali previsti nel mutuo stesso. Tuttavia, quando la separazione non avviene su base consensuale, la ricerca di un accordo tra le parti può diventare un compito complesso. In tali circostanze, la soluzione può essere trovata solo attraverso l’intervento di un giudice, il quale valuterà attentamente la situazione, prendendo in considerazione anche la presenza di figli minorenni, al fine di determinare come gestire il mutuo.

È essenziale notare che se i coniugi separati decidono di interrompere i pagamenti del mutuo e questo porta a un caso di insolvenza, la banca avrà il diritto di intraprendere azioni legali contro il coniuge che risulta essere il co-titolare dell’immobile, richiedendo il pagamento del debito congiunto.

Tuttavia, è importante sottolineare che scegliere di non adempiere agli obblighi del mutuo è generalmente la soluzione meno prudente. Ci sono diverse alternative da esplorare che possono portare a un accordo vantaggioso per entrambe le parti coinvolte. Prima di esaminare le varie opzioni disponibili, è essenziale chiarire la differenza tra separazione e divorzio, poiché rappresentano due fasi diverse nel processo di dissoluzione del matrimonio.

Differenza tra separazione e divorzio

Secondo i dati statistici forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) relativi al 2020, in Italia sono stati registrati quasi 97.500 casi di separazione, mentre i divorzi hanno toccato una cifra di circa 85.400. Questi dati evidenziano due opzioni legalmente diverse, ognuna con conseguenze giuridiche specifiche, che è importante comprendere al fine di prendere decisioni informate in merito alla loro applicazione.

La separazione rappresenta l’interruzione del vincolo coniugale, e può assumere due forme: può essere definitiva, portando alla successiva richiesta di divorzio, oppure temporanea, con la possibilità di una riconciliazione tra i coniugi. Di conseguenza, il divorzio e la separazione disciplinano in maniera distinta i diritti e gli obblighi connessi al matrimonio. Questa distinzione si riflette in diversi aspetti legali, come il mantenimento finanziario, la divisione dei beni, l’assegno di reversibilità e i benefici in termini di previdenza.

Nel contesto di un mutuo cointestato, uno degli aspetti rilevanti da considerare riguarda la disciplina relativa all’assegno di mantenimento. Questo assegno riveste un ruolo di notevole importanza durante la fase di separazione, specialmente quando è coinvolto un mutuo cointestato, poiché rappresenta una delle opzioni da esplorare al fine di giungere a un accordo soddisfacente tra le parti coinvolte.

Accollo interno e riduzione dell’assegno di mantenimento

Nel contesto di una separazione in cui è presente un mutuo cointestato, la regolamentazione dell’assegno di mantenimento assume un ruolo di rilevanza cruciale. A differenza dell’assegno di divorzio, l’assegno di separazione mira a garantire che il coniuge con un reddito inferiore possa mantenere lo stesso tenore di vita che aveva prima della separazione. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi, il coniuge con un reddito più elevato può optare per il pagamento completo della rata del mutuo e dedurre questa spesa dall’assegno di mantenimento dovuto all’ex coniuge. Questa decisione deve essere chiaramente specificata all’interno di un accordo di separazione concordato tra le parti.

Questa situazione è nota come “accollo interno” poiché non coinvolge la banca; ciò implica che la banca mantiene il diritto di richiedere il pagamento a entrambi i coniugi nel caso in cui colui che ha assunto l’accollo interno non adempia agli obblighi di pagamento del mutuo. Per evitare tale situazione, il coniuge che desidera esonerarsi dal pagamento del mutuo può optare per la rescissione del contratto di mutuo cointestato.

Accollo esterno e cessione della quota

Esistono altre alternative per gestire il mutuo cointestato durante una separazione. Una di queste è la possibilità che uno dei coniugi decida di uscire dal contratto. Questo comporta la cessione della propria quota di proprietà dell’immobile all’ex coniuge, che diventa il solo proprietario dell’immobile soggetto all’ipoteca e l’unico intestatario del contratto di mutuo. Questa situazione è conosciuta come “accollo esterno” e coinvolge direttamente la banca. La banca dovrà prendere una decisione in merito all’accettazione o al rifiuto del recesso da parte di uno dei titolari. La decisione della banca sarà influenzata dalle condizioni finanziarie del coniuge che intende assumersi completamente il mutuo.

Un’altra opzione per rescindere dal contratto, nel caso in cui la banca non accetti l’accollo esterno, è ricorrere alla surroga o portabilità del mutuo. Questa opzione consente di trasferire il mutuo a un nuovo istituto di credito. La surroga non comporta spese aggiuntive ed offre la possibilità non solo di cambiare il numero di mutuatari ma anche di rinegoziare le condizioni del finanziamento, come il tipo di mutuo, i tassi di interesse e la durata.

Tuttavia, la decisione su quale opzione scegliere dipenderà da diversi fattori. Ad esempio, se il mutuo è stato contratto molti anni prima, la surroga potrebbe non essere vantaggiosa, poiché la quota del capitale aumenta con il tempo e quella degli interessi diminuisce. La surroga risulta conveniente soprattutto quando si tratta di un mutuo più giovane, in cui la quota degli interessi è ancora significativa, consentendo di trarre vantaggio dal trasferimento a una banca che offre condizioni finanziarie più favorevoli.

È vantaggioso procedere con la vendita dell’immobile?

Un’altra opzione da considerare è la vendita dell’immobile a terzi. Il ricavato dalla vendita può essere utilizzato per estinguere anticipatamente il mutuo, e i fondi residui possono essere suddivisi tra i coniugi. Tuttavia, va notato che questa soluzione comporta la perdita della casa, il che la rende l’alternativa più difficile da accettare, soprattutto quando ci sono figli minorenni coinvolti. È importante tenere presente che la decisione su come procedere in caso di separazione con un mutuo cointestato deve essere valutata in base alle circostanze specifiche, e non esiste una soluzione universale migliore in assoluto.

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