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Separazione Consensuale

La separazione consensuale è un istituto giuridico creato dal legislatore per permettere ai coniugi di porre fine al loro matrimonio in modo rapido e su base consensuale, evitando il procedimento più lungo e contenzioso della separazione giudiziale.

Perché una separazione sia considerata consensuale, è necessario che i coniugi abbiano raggiunto un accordo su una serie di questioni cruciali, come la divisione dei beni, eventuali assegni di mantenimento, l’affidamento dei figli e il loro collocamento, oltre ad altri aspetti specifici regolamentati dalla legge.

Questo tipo di separazione può risultare complessa da ottenere, poiché richiede un accordo tra due individui che hanno deciso di seguire strade separate nelle loro vite personali e sentimentali. Tuttavia, è un procedimento più veloce ed efficiente rispetto alla separazione giudiziale.

La procedura può essere avviata in diversi modi:

  1. Ricorso congiunto al Tribunale: I coniugi presentano un ricorso congiunto al Presidente del Tribunale competente, assistiti da un avvocato ciascuno o da uno che li rappresenta entrambi.
  2. Separazione giudiziale convertita in consensuale: Inizialmente avviata come una separazione giudiziale, questa procedura può essere convertita in una separazione consensuale durante la prima udienza presidenziale.
  3. Negoziazione assistita: Questa procedura, regolata dalla Legge numero 162 del 2014, richiede che ciascun coniuge sia assistito da un avvocato e si basa sulla negoziazione tra le parti per raggiungere un accordo di separazione.
  4. Procedimento presso l’Ufficio Comunale dello Stato civile: Questa opzione è possibile solo se i coniugi non hanno figli insieme e non ci sono attribuzioni patrimoniali legate alla separazione. In questo caso, i coniugi possono separarsi senza assistenza legale, recandosi presso l’Ufficio Comunale dello Stato civile.

La separazione consensuale non prevede la possibilità di addebitare la separazione a uno dei coniugi, a differenza della separazione giudiziale, in cui il giudice può farlo se ci sono circostanze che lo giustificano.

Procedimento di separazione consensuale: tutte le fasi

Il procedimento di separazione consensuale inizia con il deposito di un ricorso presso il Tribunale competente, seguito dalla convocazione dei coniugi per un tentativo di conciliazione. Se la conciliazione non è possibile e i coniugi persistono nella loro decisione di separarsi, verrà redatto un verbale degli accordi raggiunti, firmato da entrambi i coniugi. Successivamente, il giudice emette un Decreto di Omologazione che chiude il procedimento. Dall’udienza presidenziale, decorre un periodo di sei mesi prima che possa essere avviato il procedimento di divorzio.

La separazione consensuale può anche essere ottenuta rapidamente attraverso la negoziazione assistita, che coinvolge avvocati dei coniugi nella stesura di un accordo di separazione. Questo processo può richiedere solo pochi giorni o pochi mesi.

L’assistenza legale è obbligatoria quando ci sono figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti coinvolti nella separazione. Tuttavia, quando non sono previsti trasferimenti patrimoniali, i coniugi possono separarsi senza l’assistenza di un avvocato, a condizione che i figli siano maggiorenni e autosufficienti. In questo caso, i costi sono limitati a una tassa di 16 euro da pagare presso l’Ufficio di Stato civile competente.

La separazione consensuale pone un’enfasi particolare sugli accordi relativi ai figli, riconoscendo la responsabilità genitoriale condivisa. Gli accordi dovrebbero considerare le esigenze dei figli e il tenore di vita che avevano mentre vivevano con entrambi i genitori. L’ascolto dei minori può essere richiesto durante il procedimento, ma il giudice non procederà se ciò contrasta con l’interesse del minore o è superfluo.

Assegnazione della casa coniugale

Per quanto riguarda la casa familiare, la sua assegnazione sarà basata sull’interesse dei figli, con il genitore che si prende cura principalmente dei figli che avrà maggiori possibilità di ottenere l’assegnazione della casa familiare.

Infine, a differenza della separazione giudiziale, nella separazione consensuale non è possibile addebitare la separazione a uno dei coniugi. Solo il giudice può farlo in un procedimento contenzioso.

In termini di documentazione necessaria per la separazione consensuale, saranno richiesti copie dell’atto di matrimonio, certificati di residenza e stato di famiglia, dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, copie dei documenti di identità e dei codici fiscali di entrambi i coniugi.

I tempi per la separazione consensuale sono generalmente molto più brevi rispetto alla separazione giudiziale, con la possibilità di completare l’intero processo in poche settimane o pochi mesi.

Per quanto riguarda il divorzio, la legge ha introdotto la possibilità di ottenere il cosiddetto “divorzio breve”, che consente di sciogliere gli effetti civili del matrimonio in sei mesi dalla data dell’udienza presidenziale o dell’accordo di negoziazione assistita nel caso di separazione consensuale. In caso di separazione non consensuale, i termini sono di dodici mesi.

In conclusione, la separazione consensuale è un procedimento giuridico che consente ai coniugi di porre fine al matrimonio in modo rapido e su base consensuale, con un’enfasi sugli accordi relativi ai figli. Sebbene richieda un accordo tra le parti, può essere un’opzione più efficiente e meno costosa rispetto alla separazione giudiziale.

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