divorziare senza il consenso del coniuge

Si può divorziare senza il consenso del coniuge?

Molto spesso la prima domanda che viene rivolta ad un avvocato è “ma si può divorziare senza il consenso del coniuge?”
Ecco vediamo in che modo! Se il partner da cui si desidera separarsi o divorziare non concorda e addirittura si impegna attivamente per evitare tale processo, è comunque possibile procedere con la separazione o il divorzio. La facoltà di avviare la separazione e il divorzio senza il consenso del coniuge è riconosciuta dalla legge attraverso i procedimenti giudiziali di separazione e divorzio.

Questi due procedimenti sono stati istituiti dal legislatore proprio per gestire le situazioni in cui i coniugi non sono d’accordo, assicurando al contempo la libertà di sciogliere i legami matrimoniali. Nel caso in cui ci sia un accordo tra i coniugi, il legislatore ha previsto procedure più agili come la separazione consensuale e il divorzio congiunto (o consensuale).

Il procedimento di separazione giudiziale è regolamentato in modo completo nel codice civile e nel codice di procedura civile, mentre il divorzio giudiziale è disciplinato dalla legge sul divorzio n. 89/1970 e dalle norme del codice di procedura civile.

Nel caso in cui uno dei coniugi non dia il proprio consenso, ciò non influisce se è stata avviata la procedura di divorzio breve attraverso la presentazione di un ricorso. Tuttavia, i tempi si prolungheranno necessariamente poiché sarà inevitabile ricorrere al procedimento giudiziale.

Procedimenti Giudiziali di Separazione e Divorzio: La Legittimità del Dissolvimento Matrimoniale Senza il Consenso del Coniuge

Per quanto concerne la separazione senza l’assenso del coniuge, è opportuno fare riferimento alle disposizioni concernenti la separazione giudiziale. Nello specifico, l’articolo 151 del codice civile stabilisce che “La separazione può essere richiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.” La regolamentazione del procedimento di separazione giudiziale è invece dettagliata nel codice di procedura civile, agli articoli 706 e successivi.

Per quanto riguarda il divorzio, la principale fonte normativa è rappresentata dalla legge sul divorzio. Questa legge individua due forme di divorzio: il divorzio congiunto o consensuale, richiesto congiuntamente da entrambi i coniugi che abbiano trovato un accordo su come gestire la propria vita post-divorzio in merito agli aspetti patrimoniali (assegno di mantenimento, assegnazione della casa familiare, divisione dei beni) e agli aspetti concernenti i figli (affidamento, collocamento); e il divorzio giudiziale, richiesto da uno dei coniugi in presenza di specifici presupposti definiti dall’articolo 3 di detta legge. La domanda di divorzio giudiziale rappresenta pertanto il mezzo idoneo per intraprendere la procedura di divorzio senza il consenso dell’altro coniuge.

Procedimenti Legali di Separazione e Divorzio: Percorsi Senza l’Approvazione del Coniuge

Quando la mancanza di accordo tra i coniugi impedisce di risolvere la crisi coniugale, il coniuge insoddisfatto può comunque avanzare una richiesta di divorzio o separazione di fronte al giudice.

Il procedimento per la domanda di separazione è regolato dall’articolo 706 del codice di procedura civile. Secondo il primo comma di questa norma, “La domanda di separazione personale si propone al tribunale del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio, con ricorso contenente l’esposizione dei fatti sui quali la domanda è fondata.” In tal senso, l’atto introduttivo del giudizio è rappresentato dal ricorso, il quale costituisce la base per un procedimento che potrebbe variare in durata. Il tribunale competente è quello del luogo in cui il coniuge convenuto ha la residenza o il domicilio, o, nel caso di residenza all’estero, il tribunale del luogo di residenza o domicilio del ricorrente, a meno che anch’esso risieda all’estero, caso in cui il ricorso può essere presentato presso qualsiasi tribunale della repubblica.

Per quanto riguarda la domanda di divorzio giudiziale, essa è disciplinata dall’articolo 4 della legge sul divorzio. Fondamentalmente simile a quella per la separazione, il tribunale competente è quello del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi. In assenza di questa, il tribunale competente è quello del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio. Nel caso di residenza all’estero del convenuto, la competenza spetta al tribunale del luogo di residenza o domicilio del ricorrente. Se anche quest’ultimo risiede all’estero, il ricorso può essere presentato presso qualsiasi tribunale della repubblica. In entrambi i casi, l’atto introduttivo del giudizio è costituito dal ricorso, accompagnato da tutti i fatti e gli elementi di diritto su cui si fonda la domanda.

Il Processo Giudiziario di Separazione e Divorzio Senza l’Accordo del Coniuge: Guida e Procedura

In assenza di un accordo tra i coniugi, i procedimenti giudiziari, sia di separazione che di divorzio, davanti al tribunale si configurano come processi più prolungati e intricati. Il loro svolgimento è disciplinato rispettivamente dall’articolo 706 del codice di procedura civile e dall’articolo 4 della legge sul divorzio.

In entrambi i procedimenti, il presidente del tribunale, entro i successivi cinque giorni al deposito del ricorso in cancelleria, emette un decreto in cui specifica:

  1. La data dell’udienza di comparizione dei coniugi dinanzi a sé, entro e non oltre 90 giorni dalla data di deposito del ricorso.
  2. Due termini essenziali: uno per la notifica al convenuto del ricorso e del decreto, e l’altro per la presentazione delle memorie difensive e di altra documentazione da parte dello stesso.

Su disposizione del giudice, i coniugi sono tenuti a comparire personalmente in udienza, assistiti da un difensore. È possibile che durante il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto per entrambi i procedimenti prima di procedere con il giudizio, i coniugi raggiungano un accordo e la procedura si concluda con la stesura di un verbale di conciliazione.

La situazione si complica se il coniuge che si oppone alla separazione o al divorzio non si presenta all’udienza di comparizione o diventa irreperibile. In tal caso, quali sono le conseguenze?

Quali sono le conseguenze se il coniuge non compare all’udienza di divorzio o separazione?

Nel contesto della separazione giudiziale, l’articolo 707, terzo comma, del codice di procedura civile stabilisce che “Se il coniuge convenuto non si presenta, il presidente può fissare un nuovo giorno per la comparizione, ordinando il rinnovo della notificazione del ricorso e del decreto.” A seguito di questa circostanza, possono verificarsi due scenari:

  1. Il coniuge convenuto compare all’udienza, ma il tentativo di conciliazione fallisce.
  2. Il coniuge convenuto decide di non comparire, nonostante il rinnovo della notificazione del ricorso e del decreto.

In entrambi i casi, il giudice emette un’ordinanza che affronta due aspetti principali. Uno riguarda l’applicazione di provvedimenti temporanei e urgenti necessari per la prole e i coniugi stessi. L’altro riguarda la nomina di un giudice istruttore e la fissazione di un’udienza di comparizione e trattazione davanti a quest’ultimo.

Similmente, l’articolo 4 della legge sul divorzio dispone in modo analogo.

A seguito dell’ordinanza emessa dal giudice istruttore, il giudizio prosegue dinanzi allo stesso. Pertanto, vengono applicate le disposizioni di cui agli articoli 180 e seguenti del codice di procedura civile. Nel caso in cui il coniuge che si oppone alla separazione o al divorzio diventi irreperibile, il giudizio continua ugualmente, concludendosi mediante una pronuncia di separazione o divorzio da parte del giudice.

Il Processo di Separazione e Divorzio senza Consenso Coniugale: Tempistiche e Implicazioni Giuridiche

Niente vieta che un procedimento giudiziale di separazione o divorzio possa concludersi rapidamente attraverso un accordo conciliativo se le parti riescono a trovare un’intesa. Anche la trasformazione di un procedimento avviato inizialmente davanti al giudice in una procedura consensuale di separazione o divorzio non è esclusa. Tuttavia, nel caso in cui ciò non si verifichi, i tempi potrebbero allungarsi. La durata del contenzioso dipende dal grado di conflittualità tra i coniugi e dai tempi tecnici degli uffici giudiziari, potendo estendersi per uno, due o anche tre anni o più.

Quanto agli effetti della separazione e del divorzio senza il consenso del coniuge, nel primo caso si verifica la cessazione di tutte le obbligazioni derivanti dalla vita coniugale. Nel secondo caso, si assiste alla vera e propria interruzione degli effetti civili del matrimonio. Con la separazione, ad esempio, termina la comunione legale dei beni, gli obblighi legati alla convivenza coniugale e vengono adottate decisioni in merito alla prole e alla casa familiare; inoltre, la separazione potrebbe essere eventualmente addebitata.

Tra gli effetti più rilevanti del divorzio, va notato che la donna perde il cognome acquisito durante il matrimonio. Potrebbe essere previsto il pagamento di un assegno divorzile a favore del coniuge economicamente più svantaggiato. Inoltre, il diritto all’assistenza sanitaria goduto durante il matrimonio e fornito dall’ente mutualistico di assistenza del coniuge divorziato rimane in vigore.

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